MANIFESTO

Oggi, in maniera del tutto improvvisa e inaspettata, ci ritroviamo costretti nelle nostre abitazioni, ritirati a vita privata tra le mura domestiche. I tempi cominciano a dilatarsi, lasciando spazio a nostalgie e sentimenti difficili da mettere a fuoco perché del tutto nuovi. Sperimentiamo (tutti insieme) quello che è un tempo straordinario estremamente prolungato, in un mondo in cui questa sfera era stata totalmente debellata in favore del tempo ordinario del lavoro, dell’attività umana. Al tempo stesso, lo spazio urbano ed extra-urbano è diventato disabitato, sospeso e privo di socialità: le strade sono deserte, i suoni limpidi e puliti, nessuna frenetica attività all’orizzonte. Mentre la casa, il luogo che prima era tra i nostri più intimi e privati, ora configura quasi per intero le nostre giornate (con rapide volate al supermercato per la spesa). La nostra percezione di spazio e tempo risulta ‘alterata’ perché differente rispetto a tutto quello che abbiamo vissuto finora. Abbiamo quindi pensato che fosse importante soffermarci su questi cambiamenti profondi che (forse) saranno momentanei, ma certo non nelle loro ripercussioni.

Vorremmo che l’arte, così immateriale e troppo spesso degradata a mero intrattenimento, diventasse non solo fonte di benessere emotivo, spirituale e psicologico ma anche materiale. Vogliamo far sentire il nostro appoggio attivo e pratico alla comunità con quello che sappiamo fare meglio.